CONTRO LA CHIUSURA DEL CENTRO MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI - SESTO SAN GIOVANNI, 20099 firma ora

L'Unità Operativa Malattie Sessualmente Trasmissibili (UOMTS) di Sesto San Giovanni CHIUDE!
Aiutaci a fare in modo che questo non avvenga. Abbiamo tempo fino a Dicembre!

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Un accordo siglato tra ASL di Milano e ASL di Monza nel marzo 2010 prevede la CHIUSURA DEFINITIVA del SERVIZIO MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE di Sesto San Giovanni: la delibera della ASL di Milano n. 564 del 26/03/2010 stabilisce infatti di chiudere entro il 31/12/2010 questa struttura che da oltre 10 anni opera nel territorio, come punto di riferimento di unʼutenza (circa 800 pazienti) residente prevalentemente in questo territorio.

Una struttura sanitaria pubblica di eccellenza, dotata di un'equipe interdisciplinare di operatori, che si occupa della prevenzione e della cura delle malattie infettive, in particolare di quelle trasmissibili sessualmente (epatiti, sifilide, gonorrea, HIV) spesso in sinergia con altri servizi (Igiene Pubblica, Servizi della Dipendenza, ecc.) su cui la Regione aveva investito non molti anni fa con un finanziamento ad hoc di circa 3 miliardi di vecchie lire.

Offre il suo servizio qualificato alla popolazionegratuita mente, con accesso facilitato e garantendol'anonimato per una utenza complessa e fragile come ad esempio quella affetta da patologie HIV/AIDS correlate. Ma, cosa ancora più importante, distribuisce gratuitamentefa rma ci per il trattamento dell'infezione da HIV.

Ci troviamo di fronte ad una decisione tanto più grave quanto anomalo è stato il percorso che ha condotto a questo ulteriore smantellamento di un pezzo di Sanità Pubblica: con la costituzione della Provincia di Monza e Brianza la Legge Regionale 11/08 ha determinato il trasferimento, dal 1 gennaio 2009,di tutte le strutture sanitarie presenti nei Comuni del Nord Milano, dalla ex ASL di Monza a quella di Milano.

Unica eccezione a questo passaggio di servizi fra le due ASL è stata proprio la UO MTS con sede a Sesto, la cui gestione è rimasta inspiegabilmente alla ASL di Monza e Brianza, che ha deciso arbitrariamente, in accordo con la ASL di Milano, di continuare a gestirne il funzionamento con una convenzione temporanea, con la prospettiva di trasferire tutto il personale operante a Sesto (come sta effettivamente avvenendo) nella maladattata e irraggiungibile sede di Muggiò.

La chiusura definitiva della UOMTS di Sesto, obbligherà gli utenti a vagare per gli Ospedali senza più un punto di riferimento sul territorio, col risultato che anche patologie che non necessitano di cure ospedaliere dovranno essere gestite dagli Ospedali, con inutile aggravio di costi sociali e notevoli disagi per gli utenti, che saranno costretti a tempi dʼattesa maggiori e a rivolgersi alle strutture sanitarie private.

Non cʼè nessuna giustificazione a questa chiusura, così come non vi era prima per il servizio di Medicina del Lavoro dellʼOspedale di Sesto. Le malattie infettive trasmesse per via sessuale sono sempre più diffuse e la stessa Regione Lombardia chiede maggiore sorveglianza su di esse.
Un SERVIZIO PUBBLICO DI PREVENZIONE E CURA SUL TERRITORIO ha una funzione importantissima perché la sua maggiore accessibilità, rispetto alla strutture ospedaliere, favorisce interventi di cura e prevenzione più efficaci, tempestivi e meno costosi per il SSN.

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COMUNICATO STAMPA

IL SERVIZIO MALATTIE TRASMESSE SESSUALMENTE DI SESTO FUNZIONA:
NON TOGLIETECELO!

La CHIUSURA DEFINITIVA del SERVIZIO MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE di Sesto San Giovanni sembra oramai cosa fatta: entro il 31/12/2010 questa struttura che da oltre 10 anni opera nel territorio, come punto di riferimento di un’utenza (circa 800 pazienti) verrà, infatti, cancellata per scelta dei due Direttori Generali delle ASL di Milano e di Monza e Brianza sotto la regia della Regione Lombardia.


Perché cancellare dal nostro territorio un’importante attività di prevenzione svolta da un'equipe interdisciplinare di operatori, che si occupa della prevenzione e della cura delle malattie infettive, trasmissibili sessualmente (epatiti, sifilide, gonorrea, HIV) spesso in sinergia con altri servizi, quali Igiene Pubblica, Servizi della Dipendenza, ecc.?

Perché chiudere una struttura sanitaria pubblica di eccellenza che dall’apertura ad oggi, ha preso in carico circa 830 pazienti per HIV, 930 per Malattie Trasmesse Sessualmente e 159 per Epatite?

Mentre l’allarme sulla diffusione del virus viene confermato da tutta la Comunità Medico Scientifica internazionale e dalla stessa Regione Lombardia, perché la Regione stessa sceglie di chiudere un servizio finanziato nel 2003 con circa 3 miliardi di vecchie lire, dilapidando i soldi dei cittadini?

La Regione e i Direttori generali delle ASL vogliono cancellare un servizio che ha una diversa impostazione organizzativa da quella prevista attualmente sia dalla ASL Milano che dalla ex ASL di Monza dalla quale dipendeva. Infatti mentre il Servizio di Sesto distribuisce gratuitamente farmaci per il trattamento dell'infezione da HIV, nei centri MTS di Milano e di Monza non vengono più distribuiti farmaci.

Una scelta che favorisce i budget degli ospedali, soprattutto quelli privati come il S. Raffaele, che gestiscono così i fondi per i farmaci. Non favorisce invece la prevenzione perché allontana un’utenza fragile che ha bisogno di un accesso semplice nel territorio e di trovare non solo farmaci ma una complessità di trattamenti: supporto psicologico, test gratuiti, assistenza sociale, visite specialistiche (dermatologo, ginecologo). Tutto quello che il servizio di Sesto S.G., così come quelli di tutta Italia e pochi altri della Lombardia offrono.

La UOMTS di Sesto è diventata una anomalia nel sistema milanese perché è la dimostrazione evidente di un conflitto tra interessi dell'utenza ad avere un servizio che garantisce l’assistenza completa e cura con un accesso più semplice e quelli di un sistema che non accetta alcuna forma di decentramento delle prestazioni specialisti che fuori dall'ambito ospedaliero.

Che alla chiusura dell’UOMTS di Sesto si lavorasse da tempo non è un mistero: infatti, è l'unico Servizio dei Comuni del Nord Milano che, con la creazione della provincia di Monza, a non essere passato all’Asl di Milano, senza alcuna spiegazione ufficiale, e la sua gestione (strutture e personale) è rimasta alla ASL di Monza Brianza.

Per dare un’idea del danno è utile sapere che solo nell’anno in corso hanno usufruito di prestazioni dell’UO MTS di Sesto 291 pazienti HIV, 179 pazienti per varie Malattie Sessualmente trasmesse e 51 per Epatite.

Con la chiusura definitiva dell’UOMTS di Sesto, gli utenti dei nostri Comuni non potranno neppure essere seguiti più dagli stessi medici ed operatori con i quali, in anni di lavoro, avevano costruito un rapporto di fiducia più che mai importante per questo genere di problemi. I pazienti si ritroveranno a vagare per altri servizi e Ospedali senza più un punto di riferimento sul territorio, col rischio di perdere per strada un’utenza fragile, aumentando i rischi di contagio.

Soprattutto si distruggono attività e progetti (come quello sulla prostituzione) che difficilmente possono essere riproducibili fra le mura di un ospedale. Progetti che non sono solo carta patinata ma azioni concrete per ridurre l’estensione del contagio ad altri cittadini e soprattutto alla popolazione giovanile che è quella più a rischio.

Paradossalmente l’UOMTS a Sesto è un servizio “troppo efficiente” ed in linea con le EBP (Prevenzione Basata sulle Evidenze) e per questo deve scomparire, non deve lasciare traccia della sua anomalia, e i suoi locali ben ristrutturati devono essere velocemente occupati da altri servizi per non lasciare intravedere il buco.

Per la salvaguardia dell’UOMTS dei Comuni del Nord Milano.
il Comitato di Utenti in collaborazione con
Progetto IST Onlus e Rete Salute Territorio
FIP Sesto S. Giovanni 27 settembre 2010

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